lunedì 11 febbraio 2013

Linguine risottate con canocchie e briciole di pane tostato: pranzo del sabato


Non le trovo sempre dal pescivendolo ma appena le vedo sul bancone non esito a comprarle, questi squisiti crostacei economici e tanto gustosi. La cosa importante è acquistarli vivi, sono la garanzia della loro freschezza.   

La "canocchia" è un crostaceo diffuso un po' ovunque lungo le coste italiane.
Vive in tane scavate nella sabbia fino a 50 metri di profondità, uscendo la notte per nutrirsi. La pesca, prevalentemente con reti a strascico, è facile ed abbondante soprattutto dopo le mareggiate che distruggono le tane e costringono questi crostacei all'aperto.
La canocchia sopravvive per molte ore dopo la cattura, è quindi facile trovarla viva sul mercato. Se è fresca la carne è bianca e morbida, mentre si rinsecchisce fino a sparire con la morte dell'animale.
Vista la delicatezza delle carni si tende a cuocerla intera, dopo averla ben lavata.


Ingredienti

140 gr Linguine di ottima qualità (io pasta di Gragnano)
500 gr Canocchie freschissime (devono essere vive)
1 spicchio di aglio senza anima
olio evo q.b.
un pezzetto di peperoncino
prezzemolo q,b,
1 fetta di pane raffermo tagliato a cubetti piccoli 
sale q.b.
un bicchierino di vino bianco 


Preaparare un fondo con olio, aglio, peperoncino e gambi di prezzemolo. Lasciar insaporire l'olio e togliere tutto, versare le canocchie vive e girare per qualche minuti a fiamma media, aggiungere il vino bianco e far sfumare, infine un mestolo di acqua di cottura della pasta. Togliere le canocchie e pulirle tagliando i lati con le forbici e estraendo delicatamente la polpa interna. Le teste si possono utilizzare per decorazione.
Colare la pasta e a metà cottura versarle nel tegame e continuare la cottura come per un risotto ossia girando e aggiungendo altra acqua man mano che serve. Questa tecnica permetterà di creare una squisita crema rilasciata dall'amido della pasta stessa. Alla fine della cottura spolverare con del prezzemolo tritato. Nel frattempo tostare i cubetti di pane in una padella antiaderente con un filo di olio evo. 
Impiattare spolvernado con il pane tostato.



7 commenti:

  1. Ciao Sono Teo.
    Spledida ricetta. Dev'essere molto saporita
    Ma le canocchie messe da vive nell'olio non si agitano e schizzano dappertutto? Non copri con un coperchio? Volevo sapere anche per quanto tempo le fai cuocere?
    Grazie mille
    Ciao ciao

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    1. Scusa se rispondo solo ora. Non avevo letto prima il commento. Si le canocchie si muovono ma non quanto un'aragosta quindi non ti preoccupare non schizzano. Per la cottura vedrai che cambieranno colore diventando di colore rosa, 5 minuti a fuoco vivo basteranno

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    2. Grazie!
      Già quanto un'aragosta...ho visto la tua ricetta proprio dell'aragosta e infatti ho notato che la leghi prima di cuocerla. Non pensavo si agitasse così tanto e fosse difficile da tenere ferma. E' ben forte? Anche l'astice si agità così e lo leghi in quel modo?
      Buona giornata.
      Ciao

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  2. Si l'aragosta è tenace. Comunque va legata per far rimanere la forma dritta poiché tende ad agitarsi rimando poi arricciata e l'effetto estetico ne risentirebbe.
    L'astice lo divido sempre a metà per tutta la lunghezza vivo o comunque da crudo con un buon coltello grande o con un trinciapollo.

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    1. Coraggiosa da vivo ;-)
      Scusa se insisto ma in tema di crostacei non sono ferrato e mi piacerebbe iniziare a cucinarli senza rovinarli visto il loro prezzo ;-)
      Pensavo che l'astice si agitasse come l'aragosta. Come mai non lo fai bollito intero? Xchè più facile da tagliare anche se vivo o si rovina bollendolo? Diviso a metà poi come lo cucini?
      Hai ricette anche su granchi tipo Granseola?
      Grazie di tutto e complimenti per il blog. Lo trovo interessante anche per altre ricette non di pesce ;-)
      Ciao ciao
      Teo

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  3. La polpa dell'astice è meno compatta rispetto all'aragosta, quindi preferisco tagliata a metà pulire la testa e cuocerla con un sugo di pomodorini freschi, facendo soffriggere aglio e olio, poi l'astice tagliata in due mettendola dal lato della carcassa. Così facendo la polpa resta all'interno senza sfaldarsi.
    La granseola non l'ho mai cucinata.

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    1. Grazie di tutti i consigli. Sei veramente gentile oltre che una brava cuoca.
      Sono ansioso di veder aggiornato il tuo blog con nuove ricette ; - )
      p.s. non hai mail dove poterti scrivere?
      Ciao

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